Youth on Earth – Yes We (C)are 2019 - ZEGG (Germania) – 23 agosto-2 settembre 2019

Youth on Earth – Yes We (C)are 2019,

Scambio Giovanile sui temi delle relazioni e la sessualità

ZEGG (Germania) – 23 agosto-2 settembre 2019

Gli scambi giovanili (Youth Exchange) sono programmi finanziati dall’Unione Europea per permettere a giovani dai 18 ai 30 anni di diversi Paesi europei (e non solo) di viaggiare, incontrarsi, conoscersi e condividere esperienze e conoscenze su diverse tematiche in ambiti sociali, ambientali, culturali, politici, artistici e tanti altri.

Lo Youth Exchange che si è svolto nella comunità di ZEGG in Germania, in particolare, rientra sotto il cappello delle attività promosse da “Yes to Sustainability”, un gruppo informale di giovani costituitosi nel 2017 con l’obbiettivo di promuovere pratiche sostenibili a livello ambientale e sociale nel nostro sitema di vita.

Lo scambio, dal titolo “Youth on Earth – Yes We (C)are”, si è infatti focalizzato sulle tematiche delle relazioni, della comunicazione, della conoscenza di sè e del proprio rapporto con l’amore e la sessualità, nel contesto di uno dei più importanti ecovillaggi europei che fonda le proprie basi proprio su questi aspetti.

Più di 30 ragazzi da Italia, Germania, Francia e Spagna hanno così trascorso insieme 10 intensi giorni di condivisione esplorando dimensioni emotive e comunicative non sempre facili da affrontare. Questo è avvenuto grazie alla guida di due facilitatrici esperte sulle tecniche del Forum (una modalità di condivisione in gruppo molto utilizzata all’interno della comunità di ZEGG) e di altre metodologie di comunicazione e condivisione.

Il programma dello scambio era suddiviso tra il lavoro mattutino insieme ai residenti della comunità (cucina, orto, falegnameria, ecc.), e le attività pomeridiane in gruppo su tematiche relazionali e comunicative, il tutto intervallato da momenti liberi che si sono spesso trasformati in spontanei scenari ludici ed artistici. In poco tempo il gruppo è riuscito a costruire una fortissima coesione, una grande affinità ed un pieno coinvogimento nelle attività proposte.

E’ infatti questo uno dei più grandi risultati di successo che è possibile riscontrare alla fine di uno Youth Exchange.

 

Vuoi provare le emozioni di questo scambio giovanile? Ecco un breve video realizzato dai partecipanti: https://drive.google.com/open?id=1sQlTuPnq_dvuYxuYT9W0xHcSpf9YLp0q

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Di seguito alcune delle testimonianze dei partecipanti italiani inviati dalla RIVE, organizzazione partner del progetto.

Alice Quattrocchi, 30 anni, Antillo (ME) – Youth Leader

Lo scambio a ZEGG è stato senz’altro un’esperienza di grande ispirazione sotto tanti punti di vista. Conoscere e vivere la comunità da vicino, anche se per poco tempo, permette di avere uno sguardo molto più accurato sulle possibilità di relazione e di organizzazione di gruppi di persone così grandi che decidono di intraprendere un progetto di vita e di comunità insieme. Gli edifici e gli spazi di ZEGG, molto strutturati e regolamentati da un lato, favoriscono dall’altro la ricerca di un benessere interiore, relazionale, artistico e creativo che da poche altre parti ho potuto sperimentare.
Questo è stato sicuramente un elemento di grande favore per permettere al gruppo di noi ragazzi di sentirci a nostro agio e di poter godere di ogni momento, sia quando sentivamo l’esigenza di stare da soli sia quando volevamo stare in compagnia.
L’esperienza è stata per me molto arricchente anche per il rapporto così stretto che si è creato con gli altri Youth Leaders. Ogni mattina ci incontravamo per un cerchio mattuttino per seguire gli step organizzativi del progetto ma anche e soprattutto per condividere pensieri, emozioni e stati d’animo, costruendo giorno per giorno un team di supporto, fiducia e condivisione davvero stretto e di forte coinvolgimento personale.
Non è il primo Youth Exchange a cui partecipo, ma ogni volta che vivo una di queste esperienze non posso che meravigliarmi della bellezza e della magia che nasce da incontri così imprevedibili e allo stesso tempo così pieni di ispirazione.

 

Enzo Fumagalli, Rimini, 25 anni

Hai mai sentito come quando c’è qualcosa di veramente sbagliato nella forma in cui viviamo come umanità?

E’ davvero normale tutta la violenza che vediamo ogni giorno? E’ davvero normale tutta la povertà che vediamo intorno? E’ davvero normale essere depressi e non desiderare di vivere? Mi faccio queste domande da molto tempo.

Nel 2013, mi ricordo I dubbi che saltavano nella mia mente mentre studiavo per la mia laurea triennale in ingegneria industriale.

Come possono insegnarmi che il denaro è l’unico obbiettivo da raggiungere per una azienda? Cosa contano le persone che lavorano in quell’azienda? Cosa importa dell’inquinamento? Cosa importa di tutti gli altri aspetti sociali, ecologici, psicologici e spirituali?

Non ho mai potuto trovare le ripsoste a tutte le mie domande dentro l’università.

Così, ho cominciato a cercare altri sistemi che potessero accogliere I miei dubbi.

Non stavo cercando delle risposte. Cercavo un sistema che almeno potesse essere aperto alle mie domande.

Per fortuna la mia ricerca non è stata così lunga.

Ho trovato il movimento degli ecovillaggi e ho cominicato un Gaia Education EDE. Ho trovato il lo spazio per le mie domande e anche altre persone ne avevano.

Ma non sapevo quanto queste domande potessero andare a fondo.

Come voglio vivere davvero? Come voglio vedere l’umanità nel future? Le mie azioni sono allineate ai miei valori? Quali sono i condizionamenti inconsapevoli che ho appreso dalla società? Da dove viene il mio odio? Come mi comporto con gli altri? Perchè non posso parlare a mio padre?

Cosa mi rende un essere umano?

Un essere umano.

Lo hai mai chiesto profondamente a te stesso? Cosa vuol dire essere un essere umano?

Ho messo me stesso di fronte a tutte queste domande e il mio corpo ha cominicato a tremare.

La parte interessante è che non conosco la risposta. Ma non mi importa la risposta finale.

La cerco ogni giorno. La esploro ogni giorno.

Potete pensare che sono pazzo. Ma non sono l’unico.

Ci stiamo unendo. Ci stiamo supportando l’un l’altro. Stiamo affrontando le nostre obre. Ci stiamo sanando. Stiamo danzando. Stiamo pregando. Stiamo cucinando. Stiamo lavorando.

Siamo esseri umani.

Non so dove stiamo andando. Non importa. So dove non voglio andare.

E il mio cuore sa che stiamo andando in qualche luogo ancora più bello.

Non siamo un movimento specifico con una bandiera. Siamo esseri umani. Questo è il nostro movimento. L’amore è la nostra bandiera.

 

Adelaide Valentini, 26 anni, Anghiari (AR)

Essere a Zegg, vivere Zegg ed entrare in connessione con le persone e il luogo è stata un’esperienza che non scorderò mai. Sono entrata in connessione con la parte più profonda di me, una parte che sapevo esserci ma era troppo seppellita sotto gli abiti sporchi della paura e della fragilità per vederla bene.

Ho sentito il mio essere, un essere d’amore. Ho sentito una energia profonda derivante da questo amore. Prima è stato come strappare un cerrotto su una ferita non ancora marginata, troppa paura di soffrire e di provare rifiuto e abbandono.

Ho cominciato a vedere tutte le ferite che avevo addosso e poi mi hanno insegnato come fare a guarirle, mi hanno dato cerotto e disinfettante e poi mi hanno stretto la mano. Ho scoperto che il processo di guarigione personale e collettivo è un processo di cui bisogna prendercene cura e non trascurato, che le cose devono prendere il loro tempo e la loro forma per evolvere e trasformarsi. E poi ho guardato le persone accanto a me negli occhi e ho visto il coraggio di amare, il coraggio di fidarsi, di lasciarsi andare in un gruppo, di essere fragili. Infatti a casa non sono solo tornata con un bagaglio pieno di amore e fiducia ma sono tornata con il loro sorrisi. Ho condiviso un viaggio speciale ed importante con loro e nelle mia testa quando ripenso allo scambio a Zegg riesco solo a vedere le loro facce che mi sorridono. Mi portano così tanta luce e gioia nel mio cuore. Posso solo essere grata per questo mio viaggio, per avuto loro accanto a me a viverlo e per questa vita piena di sorprese e amore. 

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Foto e articolo di Alice Quattrocchi

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